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Introduzione (architettura del Santuario)
Caratteristica prima e dominante di tutto l’edificio, sia all’esterno siaall’interno, è l’arco a sesto rialzato.
Dagli ultimi imponenti lavori, eseguiti dal 2005 al 2007, è risultata una struttura difficilmente eguagliabile per ingegnosità e precisione. I numerosi archi che compongono la struttura formano un gigantesco equilibrio di forze che reggono l’intero tempio, in modo particolare la cupola; ad esempio, i muri, tanto quelli longitudinali quanto quelli trasversali, sono congiunti da quattro potenti archi a discarico. Su questi quattro grandi archi sono innestati altri sei archi, più piccoli, e poi altri 12, sempre più piccoli, i cui estremi poggiano sui vertici di un esagono regolare: vertici che coincidono con i capitelli dei sei pilastri centrali che reggono la cupola.
Per tutta la costruzione del Santuario non si è fatto uso di legno (aspetto non usuale delle nostre zone).
Di che stile è la chiesa di Campocavallo? L’Architetto Costantini era un uomo di consolidata formazione professionale ma che sicuramente guardava avanti ed era attratto dall’applicazione di nuove forme. La bellezza del Santuario di Campocavallo sta nel raggiungimento di un compromesso stilistico, nell’amalgamare codici eclettici, che richiamano l’arte romanica, gotica e classica, a codici di rottura, che contengono i prodromi del nuovo stile, usati nell’apparato decorativo.
E’ possibile salire nella parte più alta del Santuario, tramite uno stretto incamminamento che percorre l’intera struttura, arrivando fin sulla lanterna della cupola; questo viaggio non è adatto per le persone poco allenate. Più facile, dopo positiva richiesta è la visita del campanile: arrivando fino alla metà di esso si scorge un bel panorama scorgendo anche la famosa Basilica di Loreto.
L’apparato decorativo
Una delle caratteristiche più spiccate del Santuario di Campocavallo sono gli “infiniti” fregi che all’interno (in gesso nella quasi totalità) e all’esterno (cotto) decorano l’intera struttura; ognuno diverso dall’altro: l’Addolorata sopra il portone centrale; la facciata in nastri intrecciati con andamenti naturali, fiori e fogliame che formano corone, conchiglie e rose alternate a gigli, angeli e puttini.
Il Costantini ispirandosi all’arte lombarda ha cercato meravigliosamente di prendere a modello del tutto gli esemplari della natura.
La pavimentazione del Santuario è trattata “alla veneziana” con particolare disegno geometrico al centro della chiesa perpendicolare alla cupola.
Conclusione
Come già detto, all’interno del Santuario, domina in alto, su un’edicola, l’immagine miracolosa dell’Addolorata, con la possibilità di mirarla da vicino salendo da apposita scalinata. Conosciamo già nelle linee principali il valore spirituale di questa immagine.
Dietro il trono dell’edicola sacra spiccano cinque grandi vetrate che rappresentano alcuni santi che hanno parlato o profetizzato in modo speciale i dolori di Maria: il primo a sinistra di chi guarda l’altare è il profeta Geremia; il secondo è il vecchio Simeone; al centro san Giovanni Evangelista; segue san Bonaventura e si finisce con san Bernardo.
Numerose sono le vetrate all’interno del Santuario: altre 12 finestre con simboli della passione portano la luce all’interno del tempio. Bellissimo il rosone centrale all’ingresso del santuario con l’immagine dell’agnello immolato e serafini tutt’intorno. Calcolare il valore artistico di tali opere, che riprendono l’antico metodo fiorentino, non è possibile, talmente la precisione e il gusto finissimo usato nel cuocere il vetro impastato con polvere dei vari colori che compongono ogni figura.
Nel Santuario sono presenti diverse cappelline: all’estrema sinistra di chi guarda l’altare, la cappella di san Vincenzo Ferreri (con le vetrate raffiguranti santa Rosa da Lima, san Domenico e santa Caterina da Siena); la cappella di sant’Antonio di Padova (con le vetrate di san Francesco, un Papa e sant’Antonio di Padova).
Sono presenti anche numerose statue di rara bellezza: a destra di chi entra in chiesa, la cappella del Crocifisso; andando avanti, la statua di sant’Antonio Abate (festeggiato solennemente a gennaio); la statua di sant’Antonio di Padova; quella di san Giuseppe; un bellissimo sacro Cuore di Gesù; la statua di san Vincenzo Ferreri e quella di sant’Isidoro.
Nella cappellina di sant’Antonio di Padova, estrema destra di chi guarda l’altare, è sepolto don Giovanni Sorbellini, fondatore del Santuario.
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